RISPARMIA COMPRANDO AUTO IN GERMANIA

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L’Auto "Boomerang": I pericoli nascosti nel comprare un’auto provenienza italiana in Germania

Il mercato dell’usato tedesco è da decenni la Mecca per chi cerca qualità e trasparenza. Tuttavia, negli ultimi anni si è diffuso un fenomeno pericoloso: auto nate in Italia, esportate in Germania e rimesse in vendita per il mercato internazionale (o per essere riacquistate da italiani). 

Se nell'annuncio leggi che la provenienza è italiana, quello che sembra un affare potrebbe trasformarsi in un incubo legale e finanziario. Ecco perché.

Il Rischio Criminale: Auto Rubate e "Cloni"

Il pericolo più grave non riguarda il motore, ma il codice penale.

Il veicolo rubato: Molte auto di lusso rubate in Italia vengono portate in Germania, dove ottengono nuovi documenti tedeschi tramite procedure di immatricolazione meno rigide sui controlli d'origine. Una volta che l'auto rientra in Italia, il sistema informativo interforze può segnalare il telaio: il risultato è il sequestro immediato del mezzo e un’accusa di incauto acquisto o ricettazione per te.

La Doppia Circolazione (L'auto "Clone"): Esistono casi in cui i dati di un'auto regolarmente circolante in Italia vengono duplicati su un veicolo identico ma rubato in Germania. Quando proverai a nazionalizzarla nuovamente in Italia, l'Agenzia delle Entrate e la Motorizzazione bloccheranno tutto perché "quel telaio esiste già" sulle nostre strade.

2. Il Nodo Finanziario: Leasing e Finanziamenti non pagati

Un’auto può apparire "pulita" ai controlli documentali tedeschi ma avere un debito pendente in Italia.

Appropriazione indebita: È il caso di auto prese in leasing o a noleggio a lungo termine in Italia. Il truffatore paga le prime rate, esporta l'auto in Germania e la vende rapidamente.

La mazzata: Poiché in Germania non esiste un registro pubblico dei vincoli finanziari identico al nostro PRA, il venditore tedesco potrebbe essere ignaro (o complice). Quando la società di leasing italiana non riceve più i pagamenti, fa scattare la denuncia e l'auto viene inserita nelle banche dati internazionali. Se la compri, perdi l'auto e i soldi.

3. Truffe Chilometriche e Manutenzione Fantasma

Spostare un'auto da un Paese all'altro è il modo migliore per "pulire" la cronologia di un veicolo.

Il "lavaggio" dei chilometri: Un’auto con 250.000 km in Italia può essere portata in Germania, il contachilometri viene scalato a 80.000 e viene richiesta una nuova immatricolazione tedesca. Il nuovo libretto riporterà i chilometri dichiarati al momento dell'ingresso in Germania, rendendo la frode quasi invisibile.

Assenza di Scheckheft (Libretto tagliandi): Le auto tedesche "doc" hanno cronologie certificate. Quelle rientrate dall'Italia spesso presentano libretti service smarriti o con timbri di officine inesistenti, nascondendo una manutenzione approssimativa.

4. Problemi di Allestimento e Valore Futuro

Specifiche inferiori: Un’auto destinata al mercato italiano spesso non ha le dotazioni standard di quelle tedesche (es. pacchetti per climi freddi, riscaldamento sedili, isolamento termico maggiorato).

Svalutazione: Se un domani deciderai di rivendere l'auto, il fatto che sia una "re-import" (Italia -> Germania -> Italia) ne abbasserà drasticamente il valore commerciale.

Come proteggersi: La Strategia di Difesa

Prima di versare anche solo un euro di acconto, segui rigorosamente questi passaggi:

Visura VIN Internazionale: Utilizza portali come CarVertical o AutoDNA. Questi servizi incrociano i dati delle assicurazioni e delle forze dell'ordine di tutta Europa.

Verifica Interpol: Controlla il numero di telaio nel database pubblico dell'Interpol o su siti come Stolencars24 per vedere se il veicolo è segnalato come rubato.

Controlla la targa originale: Se riesci a risalire alla targa italiana, fai una Visura PRA per verificare se sull'auto gravano ipoteche, fermi amministrativi o se appartiene ancora a una società di leasing.

Verifica l'IVA: Assicurati che l'IVA sia stata assolta correttamente (regime del margine o IVA esposta). Le triangolazioni fiscali sono il primo segnale di una potenziale truffa.

Il consiglio finale: Se un'auto italiana si trova in Germania e costa molto meno del prezzo di mercato in entrambi i paesi, non è un affare: è una trappola.

2021 michele caputo 
 

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Il Fattore "Buona Fede": Perché il venditore tedesco raramente è il colpevole

Un aspetto che trae spesso in inganno gli acquirenti è l'estrema professionalità e cortesia dei concessionari tedeschi. Questo porta a pensare: "Il venditore è una persona seria, la concessionaria è enorme, non possono truffarmi".

Ed è proprio qui che risiede il paradosso: nel 90% dei casi, il venditore tedesco è in totale buona fede.

La catena della truffa

Il rivenditore in Germania non ha "rubato" l'auto. Spesso l'ha acquistata tramite:

Aste internazionali di lotti di usato.

Intermediari che si occupano di import-export.

Commercianti all'ingrosso che forniscono documenti apparentemente in regola.

Poiché il venditore tedesco ha in mano documenti di immatricolazione tedeschi (Zulassungsbescheinigung Teil I e II) rilasciati regolarmente dall'ufficio della motorizzazione locale, egli è convinto che l'auto sia legale al 100%. Non ha alcun interesse a rischiare la licenza o una condanna penale per vendere un'auto "problematica".

Perché la buona fede del venditore non ti salva

Il fatto che il concessionario sia onesto non elimina il rischio legale per te. Se l'auto risulta rubata o oggetto di appropriazione indebita in Italia:

Il sequestro è inevitabile: Le autorità italiane non guardano alla buona fede del venditore tedesco. Se il bene è di proprietà di una società di leasing o è provento di furto, deve essere sequestrato.

La rivalsa è un calvario: Tu dovresti fare causa al venditore tedesco per riavere i tuoi soldi. Lui a sua volta dovrebbe rivalersi sul suo fornitore. Sono cause internazionali che durano anni e costano migliaia di euro in avvocati.

Il vuoto normativo: I sistemi informatici tra le motorizzazioni europee non sono ancora perfettamente comunicanti in tempo reale. Un'auto può essere denunciata in Italia oggi e risultare "pulita" in Germania per ancora diverse settimane, il tempo necessario per venderla a un cliente ignaro.

Conclusione: La fiducia non basta

Non dare per scontato che "Germania" significhi "Garanzia Assoluta". Anche il concessionario più onesto di Monaco o Stoccarda può essere stato raggirato da un fornitore senza scrupoli che ha ripulito un'auto proveniente dall'Italia.

La tua unica difesa è la verifica indipendente del numero di telaio (VIN) e della storia amministrativa italiana del veicolo.

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